Allergia: le domande e le risposte più rilevanti

Cos'è un'allergia?

Un'allergia è una malattia a decorso cronico. Si tratta di un malfunzionamento del sistema immunitario, che manifesta una reazione di ipersensibilità a sostanze di per sé innocue, ad es. i pollini, come se costituissero una seria minaccia per l'organismo.

Quanto sono diffuse le allergie?

In Europa circa 60 milioni di persone sono colpite da allergie, di cui oltre 3 milioni solo in Svizzera. E la tendenza è in aumento. L'OMS segnala le allergie come un pericolo per la salute da non sottovalutare, di proporzioni quasi pandemiche.

Cosa accade nell'organismo durante un'allergia?

Le cellule del sistema immunitario reagiscono alle sostanze nocive presenti nell'ambiente aumentando la produzione di anticorpi di tipo IgE (immunoglobulina E), che si legano alla superficie dei cosiddetti mastociti. In caso di esposizione alla sostanza allergenica, il cosiddetto allergene, questa si lega alle IgE già presenti sui mastociti, che a loro volta lanciano immediatamente l'allarme rilasciando il mediatore istamina. Questo processo provoca i sintomi tipici dell'allergia, quali starnuti, secrezione nasale, infiammazione o prurito.

"Un'allergia è innocua" – è proprio vero?

Un'allergia non è affatto innocua e non deve essere presa alla leggera. Le allergie sono sempre malattie croniche da non sottovalutare che, se non trattate, possono peggiorare. Non è insolito che un raffreddore da fieno ritenuto "innocuo" si trasformi in asma allergico. In questo caso gli esperti parlano della cosiddetta "marcia allergica" verso il "cambiamento di livello". Può inoltre accadere che insorgano diverse allergie crociate. Chi soffre di allergia ai pollini può sviluppare varie allergie alimentari, ad esempio alle arachidi, alle mele, alle fragole o a certe spezie.

Nessuno è ancora morto di allergia, vero?

No, non è vero. Ogni anni in Germania muoiono in media diverse migliaia di persone a causa di reazioni allergiche. La forma più estrema di reazione allergica si chiama anafilassi. Questa condizione può diventare potenzialmente letale nel giro di pochi minuti, se non secondi. Ciò accade in quanto i mastociti rilasciano una quantità eccessiva del mediatore istamina, che provoca una drastica vasodilatazione. Il fluido sanguigno si riversa nel tessuto circostante e la pressione arteriosa scende ad un livello tale da mettere a repentaglio la vita. Nel caso peggiore si verifica uno shock circolatorio e un collasso cardiocircolatorio.

Cosa si deve fare in caso di anafilassi?

Chiamare subito un'ambulanza! Le reazioni anafilattiche colpiscono principalmente i soggetti allergici agli alimenti e al veleno di insetti. Le persone colpite devono sempre portare con sé un kit d'emergenza contenente medicamenti pronti all'uso: preparati cortisonici, antistaminici e una siringa autoiniettante di adrenalina. I pazienti possono iniettarsi direttamente l'adrenalina prima che la pressione arteriosa scenda a un livello potenzialmente letale.

Come agisce l'adrenalina in caso di anafilassi?

L'adrenalina, l'ormone dello stress dell'organismo, determina la costrizione dei vasi sanguigni fortemente dilatati dalla reazione di anafilassi e l'aumento della pressione arteriosa.

Cosa fare se si sospetta un'allergia?

Chiunque ritenga di soffrire di un'allergia dovrebbe consultare un medico specialista in allergologia, che è specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie allergiche.

In che modo il medico formula la diagnosi di allergia?

Per avere una diagnosi esatta e accertare la presenza di allergie, viene eseguito un test cutaneo e un test ematico. Il test cutaneo prevede l'applicazione di gocce di diversi estratti allergenici sulla cute dell'avambraccio. Successivamente il medico scalfisce leggermente la pelle nei punti in cui ha applicato gli allergeni, che in tal modo penetrano nella cute e nei mastociti. Se questi ultimi reagiscono rilasciando istamina, nella zona interessata si manifesta un intenso arrossamento. E questo significa: reazione allergica! Il test ematico consente di rilevare direttamente, mediante diverse procedure d'analisi biochimica, l'aumento di specifici anticorpi IgE diretti contro determinati allergeni.

Allergici una volta, allergici per sempre?

Anche no. Le allergie sono facilmente curabili. Con una desensibilizzazione, chiamata anche immunoterapia specifica, è possibile trattare la causa dei disturbi allergici.

Cosa può fare un trattamento di desensibilizzazione?

Secondo alcuni studi scientifici, le prospettive di successo di un trattamento di desensibilizzazione sono ottime. Il motivo risiede nel fatto che la desensibilizzazione allena il sistema immunitario a non instaurare reazioni di ipersensibilità a sostanze innocue. L'organismo si "abitua" lentamente e con prudenza all'allergene. In questo modo non si ottiene soltanto un significativo sollievo dei sintomi, ma in certi casi si può arrivare anche alla risoluzione completa dei disturbi allergici, migliorando sensibilmente la qualità di vita. Soprattutto in caso di allergie al veleno di insetti, quando ogni puntura può scatenare la temuta reazione anafilattica, la desensibilizzazione può addirittura salvare la vita.

Come si svolge un trattamento di desensibilizzazione?

La desensibilizzazione è disponibile in due varianti:

In entrambe le varianti, il trattamento dura circa tre anni fino a quando il sistema immunitario non manifesta più reazioni di ipersensibilità nei confronti dell'allergene.

L'immunoterapia sottocutanea si svolge in due fasi: la fase di titolazione e il trattamento di proseguimento. Durante la fase di titolazione, ogni settimana al paziente vengono praticate iniezioni di dosi dell'allergene progressivamente crescenti e controllate, fino a raggiungere la quantità massima tollerata. Successivamente inizia il trattamento di proseguimento, nel corso del quale le iniezioni vengono praticate soltanto ogni 4-8 settimane. Questa fase dura di solito tre anni ed è particolarmente importante seguirla fino in fondo perché durante questo periodo il sistema immunitario sviluppa la tolleranza all'allergene.

L'immunoterapia in compresse è disponibile per pazienti allergici ai pollini degli alberi e delle graminacee e agli acari della polvere. Una volta al giorno il paziente pone una compressa sotto la lingua, dove si scioglie in pochi secondi. Anche questa terapia è concepita per rendere il sistema immunitario tollerante all'allergene nell'arco di tre anni.

Cosa accade dopo la desensibilizzazione?

I pazienti che avranno seguito costantemente la terapia per tre anni potranno beneficiare di un significativo sollievo dei disturbi allergici, o addirittura della loro completa risoluzione.

 

Allergia: quando il sistema immunitario suona un falso allarme

Un grave onere per tutta la famiglia

Le allergie rappresentano un problema sanitario a livello globale da non sottovalutare. In Europa sono allergiche oltre 60 milioni di persone, di cui oltre 3 milioni solo in Svizzera: più di un cittadino svizzero su tre!! E la tendenza è in aumento. Gli esperti ritengono che tra qualche decennio più della metà della popolazione europea soffrirà di una malattia allergica. Le allergie hanno sempre un decorso cronico e progressivo. Ciò significa che, senza un trattamento adeguato, esiste una forte probabilità che peggiorino. Anche un raffreddore da fieno sostanzialmente "innocuo" può trasformarsi in pochi anni in asma allergico. Questa evoluzione è nota tra gli esperti anche come "marcia allergica" o "cambiamento di livello". In Svizzera, soffre effettivamente di questo disturbo il 30% dei soggetti allergici ai pollini, ossia circa un terzo di tutti i pazienti affetti da raffreddore da fieno. Le malattie allergiche sono inoltre associate ad una serie di limitazioni significative della qualità di vita, tanto da diventare una vera e propria prova di resistenza per intere famiglie. Oltre ai sintomi tipici come secrezione nasale, prurito, eruzioni cutanee e lacrimazione, le allergie sono spesso associate a disturbi del sonno e della concentrazione, nonché a stanchezza durante il giorno. E mentre gli adulti spesso lamentano forti limitazioni di rendimento sul lavoro, fino a richiedere diversi giorni di assenza per malattia, nei bambini e negli adolescenti i problemi di concentrazione si ripercuotono sul rendimento scolastico.

Anafilassi: potenzialmente letale nel giro di pochi minuti

Le allergie possono anche mettere a repentaglio la vita. Tale condizione può instaurarsi nel giro di pochi minuti o secondi, soprattutto in caso di allergie al veleno di insetti e agli alimenti. Questa forma più estrema di reazione allergica viene denominata anafilassi. Durante questo processo, le cellule immunitarie stimolano prevalentemente i mastociti a rilasciare una quantità eccessiva del mediatore istamina. L'eccessivo rilascio di istamina provoca a sua volta una drastica vasodilatazione, con conseguente accumulo di fluido ematico nel tessuto circostante. La pressione arteriosa cala e il cuore, messo a dura prova, è in grado mantenere la circolazione sanguigna soltanto con grande difficoltà. Nel caso peggiore si verifica uno shock circolatorio e morte.

Le allergie sono facilmente curabili

Ciò nonostante le allergie sono spesso ancora prese "alla leggera". Numerosi pazienti vengono ancora trattati in modo puramente sintomatico. Secondo un'indagine condotta dalla Federazione Europea delle Associazioni di Pazienti Allergici e con Malattie Respiratorie (European Federation of Allergy and Airways Diseases Patient’s Associations, EFA), la maggior parte dei pazienti sperimenta soltanto un miglioramento da lieve a moderato del proprio stato di salute. Diversi studi clinici l'hanno dimostrato: il trattamento più efficace per le allergie è la cosiddetta desensibilizzazione, o immunoterapia allergene-specifica, riconosciuta e raccomandata dall'OMS come unica terapia causale che interviene sulla causa dei processi dell'organismo che determinano l'insorgenza di un'allergia. L'obiettivo di un trattamento di desensibilizzazione è riequilibrare il sistema immunitario affinché sviluppi una tolleranza all'allergene.

La desensibilizzazione: ottime prospettive di successo

Durante un trattamento di desensibilizzazione, il sistema immunitario viene allenato a non instaurare reazioni di ipersensibilità nei confronti di sostanze innocue presenti nell'ambiente. La durata della terapia è solitamente di tre anni. Il trattamento consiste in quantità esattamente definite dell'allergene iniettate a intervalli regolari sotto la pelle (immunoterapia sottocutanea) o assunte sotto forma di compresse (immunoterapia in compresse), con l'obiettivo di "abituare" lentamente e con cautela l'organismo all'allergene specifico. Se la desensibilizzazione viene proseguita costantemente per tre anni, le possibilità di un miglioramento significativo fino alla scomparsa dei sintomi allergici sono ottime.

 

Factsheet: le allergie

  • Oltre 3 milioni di svizzeri soffrono di allergie. Ciò significa che più di un terzo è affetto da allergie.
  • Le allergie sono in aumento in tutta Europa: tra 15 anni, un europeo su due potrebbe soffrire di una malattia allergica (stima dell'Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica, in breve EAACI).
  • Nel caso di un'allergia, il sistema immunitario riconosce come intruse sostanze in realtà innocue, ad es. il polline delle graminacee, e le combatte.
  • Il raffreddore da fieno è la forma di allergia più diffusa.
  • Le allergie non sono semplici "problemi di sensibilità", ma malattie croniche da non sottovalutare.
  • Ogni anno in tutta Europa le allergie causano più di 100 milioni di giorni di assenza da scuola e dal lavoro.
  • Il 30% di tutti i soggetti allergici in Svizzera sviluppa l'asma nel corso della vita. Questo fenomeno è noto anche come "marcia allergica" o "cambiamento di livello".
  • Le allergie sono associate a grande disagio e ad una significativa riduzione della qualità di vita.
  • Gli antiallergici acquistati in farmacia trattano solo i sintomi di un'allergia, ma non possono arrestare la "marcia allergica".
  •  
  • La desensibilizzazione consente il trattamento causale dell'allergia.
  • Con la desensibilizzazione, il sistema immunitario "impara" a tollerare nuovamente le sostanze allergeniche, che cessano di indurre reazioni infiammatorie da parte dell'organismo nei loro confronti.
  • La desensibilizzazione agisce a lungo termine oltre il periodo di trattamento ed è l'unica forma di trattamento in grado di prevenire la marcia allergica.
  • La desensibilizzazione può essere eseguita da qualsiasi medico esperto in allergologia ed è rimborsata dalle casse malati.

 

Factsheet: come funziona la desensibilizzazione

  • Fino ad oggi numerosi soggetti allergici hanno potuto beneficiare soltanto di terapie puramente sintomatiche. Secondo un'indagine condotta dalla Federazione Europea delle Associazioni di Pazienti Allergici e con Malattie Respiratorie (European Federation of Allergy and Airways Diseases Patient’s Associations, EFA), tali trattamenti hanno determinato soltanto un miglioramento da lieve a moderato dello stato di salute della maggior parte dei pazienti e non sono indicati per prevenire la marcia allergica fino ad insorgenza dell'asma bronchiale.
  • La desensibilizzazione è riconosciuta e raccomandata dall'OMS come l'unico metodo di trattamento causale delle allergie.
  • In diversi studi clinici controllati, l'iposensibilizzazione ha dimostrato di essere il metodo di trattamento più efficace per le malattie allergiche.
  • La desensibilizzazione interrompe la "marcia allergica" e può persino salvare la vita dei soggetti allergici al veleno di insetti.
  • La desensibilizzazione può inoltre prevenire lo sviluppo di altre allergie, soprattutto quelle derivanti da allergie crociate associate ai pollini.
  • Scopo della desensibilizzazione è sviluppare la tolleranza del sistema immunitario nei confronti dell'allergene.
  • La desensibilizzazione può essere somministrata per via sottocutanea (iniezioni sotto la pelle) o sublinguale sotto forma di compresse.
  • Un trattamento di desensibilizzazione dura di solito tre anni. Se viene proseguito costantemente, le possibilità di successo sono ottime.
  • L'immunoterapia sottocutanea consiste in una fase di titolazione e una fase di proseguimento: durante la prima fase, al paziente viene praticata un'iniezione nella parte superiore del braccio una volta alla settimana. Il medico aumenta la dose dell'allergene in modo controllato fino a raggiungere la quantità massima tollerata. Segue poi la fase di proseguimento, con un'iniezione ogni quattro-otto settimane. La fase di proseguimento dura tre anni, nel corso dei quali il sistema immunitario sviluppa la tolleranza all'allergene.
  • Nell'immunoterapia sublinguale in compresse non è necessaria alcuna fase di titolazione. Il trattamento, ugualmente della durata di tre anni, prevede che il soggetto allergico ponga autonomamente la compressa sotto la lingua.
  • L'immunoterapia sottocutanea è disponibile per le persone allergiche ai pollini, al veleno di insetti, ai peli degli animali e agli acari della polvere.
  • L'immunoterapia sublinguale in compresse è disponibile per le persone allergiche ai pollini delle graminacee e degli alberi e agli acari della polvere.

 

 

Anafilassi: quadro clinico, cause e sintomi

L'anafilassi in breve

  • L'anafilassi è una reazione sistemica acuta con sintomi di reazione allergica immediata, che può coinvolgere l'intero organismo ed è accompagnata da sintomi diversi a seconda della gravità.
  • Le cause più comuni di reazioni anafilattiche sono il veleno di insetti, gli alimenti, i medicamenti e il lattice. Negli adulti il fattore scatenante più comune è il veleno di insetti, nei bambini gli alimenti.
  • I sintomi di un'anafilassi possono comparire entro pochi minuti dall'esposizione all'allergene; solo in rari casi i sintomi si manifestano nelle ore o nei giorni successivi.
  • In caso di reazioni anafilattiche a partire dal grado di gravità II, l'immediata somministrazione intramuscolare di adrenalina è la terapia farmacologica di prima scelta.1

Fattori responsabili dell'anafilassi

Tra le cause più comuni di reazioni anafilattiche vi sono i veleni degli insetti (punture di vespe e d'api), gli alimenti (arachidi, legumi come ad es. lenticchie, frutta a guscio, come ad es. mandorle, noci del Brasile, anacardi, nocciole o noci, semi di sesamo, senape, pesce, crostacei, prodotti caseari, uova, frutta, soia), i medicamenti (ad es. anestetici, antibiotici e in particolare penicillina, aspirina, ibuprofene) e il lattice. In alcune persone, la reazione allergica può anche essere causata da uno sforzo fisico, da solo o in combinazione con altri fattori come gli alimenti o i medicamenti. In molti casi è difficile determinare la causa esatta. Nei bambini, l'anafilassi è più spesso causata dagli alimenti.2 I pazienti con un'allergia alimentare che soffrono anche di asma sono maggiormente a rischio di insorgenza di grave reazione anafilattica.

I sintomi dell'anafilassi

I sintomi di un'anafilassi possono comparire entro pochi minuti dall'esposizione all'allergene. Solo in rari casi i sintomi si manifestano nelle ore o nei giorni successivi all'esposizione. I sintomi tipici sono:

  • Eruzione cutanea accompagnata da prurito
  • Pizzicore e gonfiore di labbra, occhi e viso
  • Costrizione nella regione del collo e della gola, raucedine
  • Respiro corto/affanno, tosse
  • Nausea, vomito, diarrea, crampi addominali
  • Calo della pressione arteriosa, stordimento, perdita di coscienza
  • Stati d'ansia

La diagnosi dell'anafilassi

I pazienti che si rivolgono ad un medico di medicina generale per le reazioni allergiche di cui soffrono, vengono di solito inviati a uno specialista (ad es. un allergologo) per l'ulteriore trattamento. La diagnosi viene formulata in base ad un'anamnesi dettagliata (informazioni riguardanti malattie pregresse, come ad es. allergie, asma), un prick test cutaneo o un test ematico per la determinazione di specifici anticorpi (immunoglobulina E, IgE).

Gestione dell‘anafilassi

La gestione dell'anafilassi comprende sia il trattamento acuto della reazione allergica che la formulazione di opportune strategie per evitare ulteriori reazioni, ma anche adeguate istruzioni che consentano la corretta gestione della malattia e l'uso appropriato dell'automedicazione disponibile.

L'applicazione intramuscolare di adrenalina è la terapia farmacologica d'elezione nelle emergenze anafilattiche impreviste (a partire dal livello di gravità II). L'impiego immediato di adrenalina applicata per via intramuscolare in una reazione anafilattica è considerato un'importante premessa per la gestione efficace della terapia d'emergenza. Dopo una grave reazione anafilattica, il paziente dovrebbe rimanere sotto osservazione medica per almeno le 4 ore successive alla risoluzione dei sintomi e poi essere inviato ad uno specialista, per consentire il corretto inquadramento diagnostico, esaminare le strategie per evitare l'esposizione agli allergeni, eseguire una valutazione del rischio, elaborare misure per gestire meglio la malattia e apprendere l'uso della siringa autoiniettante di adrenalina. È consigliabile che il paziente porti con sé due siringhe autoiniettanti di adrenalina, poiché in alcuni casi può essere necessaria una seconda iniezione circa 10-15 minuti dopo la prima, se le condizioni del paziente non sono migliorate in modo significativo o non è ancora intervenuto il medico del pronto soccorso.

Poiché le reazioni anafilattiche e la loro entità sono imprevedibili, tutti i pazienti a rischio dovrebbero sempre portare con sé una siringa autoiniettante di adrenalina.

Fonti:

  • J. Ring, K. Brockow, D. Duda et al. Akuttherapie anaphylaktischer Reaktionen – Leitlinie der Deutschen Gesellschaft für Allergologie und klinische Immunologie (DGAKI), des Ärzteverbandes Deutscher Allergologen (ÄDA), der Gesellschaft für Pädiatrische Allergologie und Umweltmedizin (GPA) und der Deutschen Akademie für Allergologie und Umweltmedizin (DAAU). Allergo J 2007; 16: 420-434.
  • M. Worm, S. Hompes. Anaphylaxie-Register: Erfahrungen nach 2 Jahren. Allergologie 2009; 32(8): 298-302.
  • Anafilassi, http://www.nhs.uk/Conditions/Anaphylaxis/Pages/Symptoms.aspx.
  • MedLine Plus.
  • S.A. Bock, A. Munoz-Furlong, H.A. Sampson. Fatalities due to anaphylaxis to foods. J Allergy Clin Immunol 2001; 107(1): 191-193.
  • R. Pumphrey. Lessons for the management of anaphylaxis from a study of fatal reactions. Clinical and Experimental Allergy 2000; 30(8): 1144-1150.
  • A. Muraro, G. Roberts, A. Clark et al. The management of anaphylaxis in childhood; position paper of the European academy of allergology and clinical immunology. Allergy 2007; 62(8): 857-871.
  • S.G.A. Brown, R.J. Mullins, M.S. Gold. Anaphylaxis: diagnosis and management. MJA 2006; 185(5): 283-289.
  • A.J Frew What are the ‘ideal’ feat res f an adrenaline (epinephrine) a t -injector in the treatment of anaphylaxis? Allergy 2010; DOI: 10.1111/j.1398-9995.2010.02450.x.

 

Factsheet: allergia al veleno di insetti - piccola puntura, grande pericolo

In sintesi: l'allergia al veleno di insetti in cifre

  • Circa il 25 per cento della popolazione è sensibilizzata al veleno di insetti, anche se non tutte le persone colpite devono sottoporsi a trattamento.
  • A seconda della fonte, dall'1,2 al 3,5% della popolazione mostra gravi reazioni allergiche alle punture di insetti.
  • Più di 50 punture di insetti, ma anche singole punture nella regione del collo e della testa, possono mettere a repentaglio la vita anche di soggetti non allergici.
  • Lo shock anafilattico nei confronti di una puntura d'insetto è un caso allergico estremo che può essere suddiviso in 4 gradi di gravità. Nel quarto e più grave grado di gravità si verifica un arresto respiratorio e circolatorio.
  • Un gonfiore in corrispondenza della sede della puntura di diametro superiore a 10 centimetri è un possibile indizio di allergia al veleno di insetti. In questo caso è necessario consultare un medico per accertare l'eventuale allergia.
  • Si richiede cautela se il gonfiore permane più di 24 ore. In questo caso è consigliabile rivolgersi a un medico, poiché non è prevedibile se la prossima puntura potrà causare anafilassi.
  • La durata di un trattamento di desensibilizzazione, l'unica terapia causale contro l'allergia al veleno di insetti, è di solito di 3-5 anni, in singoli casi può durare anche più a lungo.
  • Circa il 90% dei soggetti allergici al veleno di insetti, una volta portata a termine la terapia, non manifesta più alcuna reazione allergica potenzialmente letale dopo una puntura.